mercoledì, 23 gennaio 2008

 

IL CANTO DI RISCOSSA DEI BRIGANTI

 

 

 

ASCOLTA

LIBERTA'

Ammu pusato chitarra e tammure

pecche' sta musica s'adda cagna'

simmo briganti e facimmo paure

e cu' 'a scuppetta vulimmo canta'

E mo'cantammo 'na nova canzona

tutta la gente se l'adda 'mpara'

 

nuie cumbattimmo p' 'o rre burbone

e 'a terra nosta nun s'adda tucca'

Chi ha visto 'o lupo e s'e' miso paure

nun sape buono qual e' 'a verita'

'o vero lupo ca magna e criature

e' 'o piemuntese c'avimm' a caccia'

Tutte 'e paise d' 'a Basilicata

se so' scetate e vonno lutta'

pure 'a Calabria s'e' arrevotata

e stu nemico facimmo tremma'

Femmene belle ca date lu core

si lu brigante vulite aiuta'

nun lo cercate, scurdateve 'o nomme

chi ce fa guerra nun tene pieta'

Ommo se nasce, brigante se more

e fino all'urdemo avimm' a spara'

ma si murimmo menate nu sciore

e 'na preghiera pe sta liberta'

da: "BRIGANTI & PARTIGIANI" - a cura di: Barone, Ciano, Pagano, Romano - Edizione Campania Bella

domenica, 09 settembre 2007
 

Woody Guthrie

3 ottobre 1967 – La mia chitarra uccide i fascisti

 

di Gianni Lucini

 

 

Il 3 ottobre 1967 dopo un calvario durato tredici anni di ricoveri, guarigioni e speranze muore al Queen Hospital di New York, consumato dal morbo di Hutchinson, il folksinger Woody Guthrie. Considerato universalmente il padre della moderna canzone di protesta statunitense ha da pochi mesi compiuto cinquantacinque anni. Registrato all’anagrafe con il nome di Woodrow Wilson Guthrie, nasce, infatti, il 12 luglio 1912 nella cittadina di Okemah in Oklahoma e a dieci anni già si guadagna da vivere come manovale. Impara poi a strimpellare la chitarra e a comporre brevi filastrocche per il divertimento dei suoi concittadini. Quando la crisi si fa più pesante parte per cercare fortuna insieme a migliaia di altri disperati e negli anni della Grande crisi del Depressione vagabonda per l'America con gli "hobos",Hobos i disoccupati costretti a spostarsi da un lato all'altro degli Stati Uniti alla ricerca di lavori precari. Le esperienze vissute in quel periodo e le storie delle persone che incontra diventano una delle principali fonti d’ispirazione delle sue ballate. La sua vicenda personale di artista “on the road” si intreccia però anche con le grandi lotte operaie, con i movimenti dei disoccupati e con i tentativi della sinistra americana degli anni Trenta e Quaranta di organizzare e offrire prospettive credibili alle grandi masse di quell’immenso paese. Woody non è al di sopra delle parti e, prima da solo, poi con gli Almanac Singers, garantisce presenza, sostegno e solidarietà alle azioni di lotta.almanac singers

Denuncia l’imbarbarimento fascista e partecipa attivamente alle iniziative per raccogliere fondi da destinare alla Repubblica Spagnola alle prese con quelli che lui considera i maggiori pericoli dell’epoca: il fascismo e il nazismo. Per non lasciare dubbi sul suo modo di pensare incide sul legno della cassa armonica della sua chitarra la frase chitarra_antifascista“this machine kills fascists” (Questa macchina uccide i fascisti). Quando una stazione radio di Los Angeles, la WKVD, gli affida la conduzione di un programma di musica popolare, le sue canzoni lasciano la polvere delle piazze e dei bordi delle strade per diventare un patrimonio del folk americano di questo secolo. Dopo la seconda guerra mondiale, deluso dalla litigiosità interna della sinistra statunitense e perseguitato dalla caccia alle streghe contro i comunisti indetta dal senatore McCarthy,mccarthy cerca di sopravvivere come può, ma inizia a dover fare i conti con un nemico invisibile che si muove nel suo stesso corpo: la paralisi progressiva, provocata dalla malattia che l’ha colpito. Nel 1954 entra per la prima volta in ospedale e fino alla morte non avrà più una vita normale. Non per questo rinuncerà a lavorare nei giorni in cui la malattia allenterà la presa. Quando il suo cuore cessa di battere lascia in eredità al mondo un patrimonio musicale di enormi proporzioni. guthrieLa sua produzione musicale, infatti, ha spaziato su molti fronti: dalle canzoni per bambini a quelle di lotta, alle ballate, alle canzoni di protesta. Si calcola che siano più di un migliaio i brani da lui composti e destinati a influenzare le generazioni successive di folksinger nordamericani. Sulla sua esperienza ha scritto nel 1943 un libro autobiografico, “Bound for glory”, da cui nel 1976 è stato tratto l’omonimo film, uscito in Italia con il titolo woody_guthrie2“Questa terra è la mia terra”, diretto da Hal Ashby, sceneggiato da Robert Getchell e con David Carradine nella parte di Woody. Quando muore, il vecchio compagno di tante avventure Pete Seeger e suo figlio Arlo chiamano a raccolta amici e discepoli per celebrarlo degnamente. L’idea è quella di organizzare due grandi concerti in sua memoria sulle due coste degli Stati Uniti. Il primo si svolge alla Carnegie Hall di New York il 20 gennaio 1968 e vede la partecipazione di Bob Dylan con la Band, Judy Collins, Tom Paxton, Richie Havens, oltre naturalmente ad Arlo Guthrie e Pete Seeger. Più difficile appare la realizzazione del secondo che, dopo molte trattative e difficoltà, compreso il forfait di bob_dylanBob Dylan, deciso a sganciarsi dall’eredità di un autore troppo politicizzato come Woody, si svolge molto più tardi dopo all'Hollywood Bowl di Los Angeles. In scena, a rendere omaggio al folksinger scomparso ci sono, tra gli altri, joan baezJoan Baez, Arlo Guthrie, Pete Seeger, Richie Havens e Country Joe McDonald. Gli incassi di entrambi i concerti e tutti i diritti relativi vengono destinati alla neocostituita Fondazione Woody Guthrie che ha tra gli scopi principali quello di realizzare una biblioteca a Okemah, il paese natale del folksinger, e di finanziare la ricerca sul morbo che l’ha ucciso.

Gianni Lucini

Fonte: www.piazzaliberazione.it

 

sabato, 08 settembre 2007

LA CANZONE POLITICA

Francesco Guccini, emblema della canzone politica degli anni SettantaFrancesco Guccini, emblema della canzone politica degli anni Settanta

In Italia nacque sull'onda del '68, prendendo spunto da quello che era stata nel decennio l'opera di protesta del folk europeo, che a sua volta aveva attinto dallo 'zio' americano. Si sviluppò in due correnti di cantautori: quelli che avevano partecipato direttamente alla lotta studentesca e quelli che cantando il 'male di vivere' prendevano comunque posizione contro i modelli della società borghese. Alla prima scuola corrispondevano pezzi orecchiabili e intrisi di slogan, affinché potessero essere facilmente imparati a memoria e riproposti anche in corteo: c'erano 'Contessa' di paolo_pietrangeliPaolo Pietrangeli e 'C'era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones' scritta da Mario Lusini e cantata da Gianni Morandi; 'Pungni chiusi' dei Ribelli e 'Proposta' dei Giganti; facevano la loro comparsa sulla scena l'Equipe 84 e Francesco Guccini. Alla seconda appartengono le perle di Bruno Lauzi, Luigi Tenco, Sergio Endrigo, Gino Paoli e Fabrizio De André, ma anche esperienze come le Cantacronache di Fausto Amodei con testi di Franco Fortini e Italo_CalvinoItalo Calvino, o la 'Echiana' versione di 'Ventiquattromila baci' intitolata significativamente 'Ventiquattro megatoni'. Nel 1965 si affaccia nel panorama musicale nostrano il Nuovo canzoniere italiano nato con Gianni Bosio, che ripropone temi cari alla Resistenza, da 'Bella Ciao' a 'Sentite brava gente' fino a 'Ci ragiono e ci canto', estrema propaggine della deriva etnopop, quella che oltreoceano s'incarnava nel country di Dylan,bob_dylan_e_joan_baez il quale, tuttavia, molto più tardi dichiarava: "Non ho mai scritto una canzone politica. Le non canzoni possono cambiare il mondo, ormai ho smesso di pensarlo."

Fonte: www.romaone.it

Vi suggerisco di visitare Il Deposito: un archivio web di canti di protesta politica e sociale. E' indispensabile consultarlo, per chi vuol saperne di più!

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Alessandro Portelli
Canzone politica e cultura popolare in America
Il mito di Woody Guthrie

Il libro
Un libro tra storia della musica e storia dei conflitti di classe negli Stati Uniti. Un testo capace di riportarci indietro nel tempo, alla scoperta di chi, per primo, cantò l’orgoglio degli sconfitti di una grande epopea. Questo libro, pubblicato per la prima volta nel 1975 parla dell’America a cavallo tra le due grandi guerre del Novecento. Scorrono la cultura operaioperaia dell’inizio del secolo, la frontiera contadina e il boom del petrolio. Nel profondo sud americano, dilaniato dai conflitti razziali e dalla depressione economica, nascono il blues, gli spirituals e le canzoni di lavoro. Racconti popolari e racconti musicali che danno forma alla cultura delle comunità nere, dei villaggi e delle organizzazioni di fabbrica. Una rivoluzione del linguaggio, della narrazione, del ritmo e del suono che ha origini materiali: nella lotta dei più poveri per la sopravvivenza. Woody Guthrie è stato il primo dei grandi della musica folk, il più grande «poeta rivoluzionario» americano. A lui si sono ispirati Billy Brugg e Phil Ochs, Bob Dylan e Bruce Springsteen. Le sue ballate hanno dato voce a quel conflitto interno che ha da sempre accompagnato la storia americana.springsteen

Alessandro Portelli
Alessandro alessandro_portelliPortelli (Roma, 1942) è docente di Letteratura anglo-americana all’Università «La Sapienza» di Roma. È autore di numerosi saggi su cultura popolare e letteratura americana, pubblicati presso diversi editori. Recentemente è uscito Canoni americani. Oralità, letteratura, cinema, musica (Donzelli, 2004). Dirige la rivista di studi americani
«Acòma».

un assaggio...
All’inizio del 1937, Woody Guthrie Woody_Guthrieaveva 24 anni, e viveva con la moglie in una baracca comprata a rate per 25 dollari a Pampa. Non c’era proprio più lavoro, la cittadina era come morta. Così si rassegnò anche lui ad andare in California dove andavano tutti. Aveva dei cugini a Sonora, nella zona agricola della California settentrionale, e decise di raggiungerli. Con la chitarra in spalla e i pennelli per guadagnarsi qualcosa da mangiare, si mise in cammino verso l’Ovest. Attraversò le città cresciute attorno all’industria del bestiame, le cattle towns del Texas e le città di montagna del New Mexico. Qualcuno gli rubò i pennelli, e per la prima volta si trovò senza niente da mangiare e senza i mezzi per procurarselo lavorando. Così, si decise a bussare alle porte delle case per chiedere aiuto. Gli hobos più esperti gli avevano detto di stare alla larga dai quartieri buoni, ma Woody-GuthrieGuthrie provò lo stesso a bussare alla porta della chiesa pi&u