domenica, 20 aprile 2008
LA SINISTRA SUICIDATA, IL NUOVO FASCISMO E LE FUTURE LOTTE CONTRO IL “VELTRUSCONISMO”
Ovvero come predicare male, razzolare peggio ed essere bocciati dagli elettori
Il terremoto politico-elettorale avvenuto nei giorni scorsi, ha provocato effetti a dir poco devastanti, delineando un quadro parlamentare davvero singolare e senza precedenti (se si eccettua l’unico precedente che risale al Ventennio fascista).
Uno scenario imprevisto ed imprevedibile, almeno nella vastità e nelle proporzioni drammatiche in cui si è determinato. Un disastro politico in parte annunciato, simile alla situazione di illegalità e di messa al bando procurata dall’avvento al potere del partito fascista di Benito Mussolini,Benito Mussolini con l’instaurazione della dittatura e l’espulsione violenta delle forze di opposizione presenti nel Parlamento dell’epoca, in modo particolare del partito comunista e di quello socialista. Con la differenza, non secondaria, che nel caso odierno non c’è stato bisogno di ricorrere a provvedimenti apertamente reazionari e antidemocratici. In un colpo solo si è consumata la dissoluzione delle "sinistre", espulse in toto dal Parlamento italiano. Questo è, nei fatti, il risultato più evidente ed eclatante del nuovo “fascismo” mascherato da “antifascismo”, del nuovo golpismo istituzionale camuffato da Partito Democratico + Popolo delle Libertà, che in sintesi si chiama Veltrusconismo".
Il "golpe veltrusconiano" ha cancellato con una soluzione “morbida” e “pacifica” tutti i partiti di sinistra. I quali non hanno fatto nulla per impedire il proprio “suicidio” politico. Anzi, direi che le forze di “sinistra” hanno Il ritorno del Monnezzapermesso tutte le forme di Vignetta di Vauro sullo spauracchio di Berlusconiautolesionismo possibile ed immaginabile, tutto ciò che si poteva concedere all’avversario veltrusconiano per farsi male in modo serio e (forse) irreparabile. Con gli esiti a dir poco catastrofici che sono evidenti a tutti. Ma vediamo in quale modo si è tradotto l’autolesionismo della sedicente “sinistra” (ex)parlamentare italiana.
Una “sinistra” ormai estinta, umiliata e declassata al rango di un movimento politico extraparlamentare, senza possedere più alcun rapporto organico con i soggetti della realtà sociale, senza avere più l’abitudine e tanto meno la vocazione alla prassi e all’attività extraparlamentare. La liquidazione della sinistra parlamentare borghese è stata una morte annunciata da tempo, ma il principale responsabile del disastro si chiama (in)Fausto Bertinotti.Il camerata Fausto Bertinotti
Il quale ha raccolto esattamente quanto ha seminato negli ultimi anni. Ma nemmeno la più pessimistica delle previsioni poteva prefigurare e vaticinare lo tsunami che ha annientato totalmente la presenza della sinistra parlamentare in Italia. Senza dubbio l’astensionismo di sinistra ha inciso in modo consistente sull’esito del voto che ha penalizzato duramente i dirigenti e i rappresentanti della cosiddetta Gruppo_fokloristico_Bert_Giord__Riz_Dil“sinistra radicale”. In questi ultimi due anni la sinistra filo-governativa ha predicato male e razzolato peggio. Per questo gli elettori hanno deciso di punirla amaramente. Nel contempo, il nuovo “fascismo veltrusconiano"veltroni2 ha contribuito all’estromissione dalla scena parlamentare della sinistra borghese, senza porre in essere procedimenti autoritari o violenti, ma facendo semplicemente ricorso ad una vasta e capillare campagna propagandistica a favore del “voto utile”, che ha convinto non pochi elettori della “sinistra radicale” ad appoggiare il partito di Veltroni. La situazione politica odierna è, di fatto, quella di un regime senza colpo di stato, un fascismo privo della dittatura militare. Il nuovo Duce si chiama Veltrusconi.
PasoliniPierpaolo_Pasolini_2 docet: il fascismo potrà risorgere a condizione che si chiami antifascismo”. Infatti, il quadro politico-parlamentare determinato dalle ultime elezioni, risulta assai più inquietante e pericoloso del fascismo propriamente inteso, per la semplice ragione che l’affossamento della sinistra parlamentare borghese è avvenuto in una cornice di apparente democrazia, ovvero senza l’avvento di un colpo di stato militare che abbia messo fuorilegge i partiti di sinistra. I quali si sono in pratica “suicidati” (quasi) da soli. Gli avversari si sono limitati ad assecondare gli eventi.
Tale risultato si è rivelato addirittura traumatico, inducendo alcuni osservatori e personaggi politici che sono in qualche misura riconducibili al fronte dell’ultra-conservatorismo (quali, ad esempio, Giulio Tremonti) a temere l’attuale scenario, nella misura in cui le contraddizioni sociali e materiali, i conflitti di classe presenti nel mondo del lavoro, le vertenze e i contrasti insiti nella realtà del paese, potrebbero assumere un carattere di insanabilità, in quanto non sarebbero più governabili e suscettibili di mediazioni politico-istituzionali.
In pratica si teme e si paventa che l’assenza di rappresentanza parlamentare della sinistra possa generare antagonismi sociali esplosivi, fenomeni di recrudescenza politica difficilmente gestibili.
Inoltre, con il quadro parlamentare appena uscito dalle elezioni, mi pare assai facile prefigurare un tentativo di stravolgere il testo della Costituzione attraverso una sorta di “grande inciucio, ossia un’ampia intesa di stampo veltrusconiano sul versante delle cosiddette “riforme costituzionali”, tanto attese ed invocate non solo dalla coalizione di centro-destra guidata da Berlusconi, Bossi e Fini.
La vera sinistra potrà risorgere solo se saprà fare una seria autocritica e ripartire dai bisogni concreti e dalle vertenze reali della sua gente, ovvero i lavoratori. Il terreno più fertile e congeniale per lotte_operaiela sinistra di classe è da sempre il mondo delle lottelotte_sindacali e dei diritti del lavoro salariato, la base del movimento operaio e sindacale. La vocazione storica, la natura e l’attitudine della sinistra realmente antagonista, coincidono con le lotte e le vertenze dei lavoratori, con le tendenze e i bisogni effettivi delle masse operaie, non con le competizioni elettorali e tanto meno con le opzioni riformiste e governiste, che invece non pagano e non ottengono mai nulla.

Concludo citando Ernesto Che Guevara, il quale sosteneva che le sconfitte, specie quelle più amare e brucianti, possono rivelarsi nel tempo anche più utili ed istruttive di una vittoria troppo facile ed esaltante.
Non a caso, la “vittoria” del 2006 ha arrecato molti danni preparando il terreno all’attuale disfatta, in quanto ha alimentato e favorito un progressivo distacco della sinistra parlamentare dalla realtà drammatica e dolorosa dei bisogni e delle lotte delle masse popolari. Non sono pochi i quadri ferrerodirigenti che si sono montati la testa, assumendo atteggiamenti di arroganza, superbia e cecità nei confronti del legittimo dissenso espresso in diverse circostanze dalla base militante (soprattutto la base operaia, che di conseguenza ha voltato le spalle), per cui molti attivisti e simpatizzanti della cosiddetta “sinistra radicale” si sono disaffezionati e allontanati in modo crescente, decidendo infine di astenersi dal voto per punire duramente chi aveva tradito le attese e le speranze suscitate nel popolo della sinistra proprio dalla “vittoria” ottenuta nel 2006. Sono trascorsi appena due anni solari, eppure quella data sembra distante anni luce dall’attuale momento storico.
giovedì, 17 gennaio 2008

Apocalypto

Un film del 2006 scritto e diretto da Mel Gibson.

Locandina

Produzione

Il film è stato girato nella penisola messicana Yucatàn, tra la fine del 2005 e l'inizio del 2006, il budget era di circa 40 milioni di dollari americani. Gli attori sono tutti sconosciuti e originari di quel paese, come Rudy Youngblood, il protagonista, Dalia Hernandez e Raoul Trujillo.

Alcune comparse sono nativi americani. L'intera pellicola è stata girata in yucateco moderno, uno dei dialetti della lingua maya più utilizzati, e parlati ancora da un milione di persone, tale scelta è simile a quella precedente di Mel Gibson, che ha girato La passione di Cristo in aramaico e latino.

Il titolo è una parola greca che significa "rivelare", ma il film non ha connotazioni religiose, probabilmente Gibson si riferisce all'apocalisse provocata dall'arrivo dei conquistadores spagnoli, scena con cui termina il film. Come il precedente La passione, il film non ha titoli di testa, ma solo i titoli di coda. Violente piogge in Messico hanno ritardato le ultime fasi di post-produzione, tanto che l'uscita del film nei cinema statunistensi è stata rimandata dal 4 agosto al 8 dicembre 2006.

Polemiche

Il film ha suscitato numerose polemiche per i seguenti punti:

  • la descrizione dei Maya come un popolo sanguinario e primitivo, che ignora totalmente la loro cultura e scienza (molti storici hanno infatti protestato per questa rappresentazione);
  • la scena dell'eclissi che getta nel panico l'intera popolazione Maya, la quale sarebbe in contrasto con le conoscenze astronomiche che tale popolo ha dimostrato di avere, c'è da dire però che non tutti avevano conoscenze astronomiche; infatti è doveroso notare come l'eclissi mandi sì nel panico la popolazione, ma non i sacerdoti che anzi ne sfruttano abilmente le caratteristiche per strabiliare ancora di più il loro popolo.
  • la deformazione storico-temporale del film, dove si rappresentano i Maya durante la scoperta dell'America come una popolazione fiorente e sviluppata, quando invece agli inizi del 1500 erano quasi completamente decaduti
  • la presenza di numerose scene di violenza e di immagini disturbanti, spesso ai limiti del gore;
  • l'uso dello yucateco moderno, che, sebbene si sia rivelata l'unica alternativa alla lingua inglese (non conosciamo infatti il linguaggio degli antichi Maya), è un evidente anacronismo storico.

Successo

Nel mondo Apocalypto non ha avuto il successo sperato, spesso a causa di polemiche e di vicende giudiziarie, negli USA è stato un semi-flop.

Critica

La critica italiana non ha accolto molto bene il film.