lunedì, 16 giugno 2008
In marcia (da Acerra a Napoli)
 
Ricevo e diffondo volentieri. I blogger campani sensibili al problema monnezza (e magari in sovrappeso) si mettano in marcia. Sarebbero gradite adesioni anche da blogger  sensibili residenti ai confini della Colonia e all'Estero.

Coordinamento Regionale Rifiuti della Campania
Rete Campana Salute e Ambiente
promuovono per il 21 Giugno 2008
 
LA MARCIA Acerra-Napoli
de "I 1000 del Sì" 
PER UN NUOVO PIANO RIFIUTI SUBITO
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SÌ alla differenziata umido/secco
perché Impianti di Compostaggio e Trattamento Meccanico Biologico sono una alternativa reale e immediata a soluzioni nocive e costose basate su Inceneritori e Mega-Discariche
Con la differenziata il rifiuto diviene una risorsa. 
 SÌ alle bonifiche
per il Recupero e la Difesa dei nostri territori
devastati da milioni di tonnellate di rifiuti tossico-nocivi
per responsabilità di camorra e malapolitica
I Rifiuti Tossici avvelenano i nostri alimenti e l’acqua che beviamo provocando malformazioni e tumori. 
SÌ a diritti uguali per tutti
perché per i cittadini campani si intendono istituire leggi e tribunali speciali
La Campania fa da trampolino di lancio, col decreto n°90 del nuovo governo, ad iniziative per reprimere le opposizioni al regime.
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Appuntamenti per il 21 Giugno
Ore 9.30 partenza de “I 1000 del Sì” dalla stazione ferroviaria di Acerra
Ore 15.00 arrivo a Piazza Garibaldi - Napoli
Ore 16.00 partenza del corteo regionale da Piazza Garibaldi
Ore 17.00 arrivo a Piazza Dante - Napoli
Ore 17.30 manifestazione nazionale con numerosi ospiti
Per informazioni e per aderire:
venerdì, 25 aprile 2008
25 Aprile: Ora e sempre Resistenza!
Il tracollo della Gruppo_fokloristico_Bert_Giord__Riz_Dil"sinistra parlamentare" alle elezioni politiche del 2008 segna la scomparsa, ad oggi definitiva, della rappresentanza delle lotte e degli antagonismi sociali in Parlamento. Questo è ora in mano alla destra più feroce, clientelare, populista, razzista e xenofoba che si sia mai vista in questo paese, favorita da una finta opposizione che, nonostante gli appelli strumentali al "voto utile", ha ricevuto l’ennesimo schiaffo dal popolo italiano e dai suoi settori più disagiati e sfruttati: il suo gioco al Vignetta di Vauro su Bertinotti paracadutista"poliziotto buono" non ha pagato. In questo contesto l’attacco a quei pochi diritti sociali (istruzione, sanità, diritto a manifestare il proprio pensiero e dissenso, etc.) e alla gestione pubblica delle risorse del nostro paese si farà feroce e passerà attraverso leggi antisociali (esternalizzazioni, precarizzazione, privatizzazioni, speculazioni edilizie, elemosine per donne e bambini, etc) e inevitabilmente arriverà ad attaccare e smantellare la nostra Costituzione e la memoria storica di chi, con il proprio sangue, ha combattuto ed è morto per far risollevare l’Italia dalla dittatura fascista: i partigiani, la resistenza-genovaResistenza. Questo 25 aprile diviene allora per noi giovani, studenti e antifascisti, non l’ennesima commemorazione, ma un nuovo inizio di lotta politica e battaglia culturale attiva per diffondere e far vivere ancora quel modo di pensare e fare la politica: ribadirne i fondamenti di partecipazione solidale e democratica nell’antifascismo, l’esperienza della partigianilotta armata e la riconquista (spesso passata per esperienze drammatiche come il confino, la tortura, il carcere, gli stupri) delle libertà formali (parola, stampa, opinione, manifestazione del dissenso, etc) e delle libertà sostanziali (diritto ai beni primari come la casa, la salute, l’istruzione, etc). Vorremmo così ribadire che non si comprende il passato se non si guarda al presente e viceversa: e il nostro presente è fatto di innumerevoli esperienze popolari di Resistenza (dai teatri di guerra del Medio Oriente di Iraq, Afghanistan, PalestinaPalestina, etc ai fronti di lotta e resistenza antimperialista in America Latina) che possono essere per noi esempio vivo di lotta: dobbiamo uscire dal provincialismo del “magari lì è anche possibile, ma qui...” perché la storia ha dimostrato che è possibile anche qui! Ed è allora proprio l’Università il luogo di produzione e condivisione della cultura: lasciamo le aule senza dialogo e i tempi folli dell’esamificio e riprendiamoci la parola, la coscienza, la storia!Laurea
Ricordiamo e attiviamo il nostro passato, costruiamo il nostro futuro di uomini di coscienza, di lotta e di lavoro! La Resistenza ci lascia un’eredità di inestimabile valore: la libertà come partecipazione.
E’ una libertà di cultura, di gramsciazione, di rivolta e sovversione contro uno stato di cose profondamente ingiusto e drammaticamente violento. È condivisione, solidarietà, lotta per la costruzione di un "nuovo umanesimo", per dirla con Gramsci. Per questo abbiamo voluto dar vita ad un momento di dibattito pubblico ricordando un grande uomo e partigiano come giovanni pesceGiovanni Pesce e con lui sua moglie Nori Brambilla, che misero il loro pensiero e la loro azione al servizio della libertà e della giustizia sociale, combattendo l’oppressione razziale, politica, economica, le barbariche ideologie di sterminio e di morte del nazifascismo e ridando all’Italia una nuova vita. Di questa lunga storia, starà a noi raccogliere e continuare la sfida, la lotta.
Resistenza Universitaria, Collettivo A Pugno Chiuso, Collettivo R-Evoluzione, Collettivo di Ingegneria, Collettivo Villa Mirafiori in Mobilitazione
mercoledì, 09 aprile 2008

Le restituisco la tessera elettorale e mi avvarrò del diritto-dovere di non-votare

…saremo sempre così coglioni da non riuscire più a capire che non esistono poteri buoni!  (Bertrand Russel)

Signor Presidente della Repubblica,

alle prossime elezioni ho scelto di avvalermi del mio diritto-dovere di non-votare, perciò Le restituisco la tessera elettorale e Le prometto di riprenderla quando le elezioni ridiventeranno uno strumento veramente democratico e non un modo per spartirsi posti e potere.

I motivi del mio non-voto sono gli stessi delle elezioni scorse, nulla sembra essere cambiato: i programmi elettorali sembrano confezionati proprio per non essere attuati, evitano di affrontare i problemi per i quali la gente aspetta soluzioni.

Il precariato, il caro vita, l’ambiente, le servitù militari e la partecipazione alle future guerre, la riforma elettorale… non rientrano nei programmi elettorali. monk3E poi le liste, e quindi gli eletti, sono imposti ancora una volta dall’alto, senza possibilità da parte degli elettori di esprimere le proprie preferenze; non è stata stimolata alcuna partecipazione della base dei partiti e della società civile alla composizione delle liste, anzi è stata offesa l’intelligenza degli italiani con la farsa delle primarie del PD e della scelta del nomeculo per quanto riguarda il partito di Berlusconi: nell’uno e nell’altro caso è stata solo la magnanimità del “sovrano” a concedere un po’ di partecipazione al sovrano vero che è il popolo! È da riformare il sistema elettorale antidemocratico, contro il quale in Parlamento nessuno si è opposto veramente perché conviene alle segreterie dei partiti, visto che sono loro a decidere gli eletti. È da mandare a casa, è quindi da non sostenere col voto, questa casta politica che è lontano anni luce dai problemi veri della gente e che si accapiglia solo per una poltrona o per uno strapuntino sulla giostra del potere, interessata esclusivamente all’aumento dei già sproporzionatamente ricchi stipendi e appannaggi, dei privilegi e dei finanziamenti.

Tutto questo crea una “distorsione della democrazia”, come dice il vescovo di Caserta mons. Raffaele Nogaro, e riduce le imposizioni dei partiti ad una sorta di “camorra politica”.

Signor Presidente non posso più farmi complice, con il voto, di chi ha ridotto l’Italia come la vediamo! Mi rifiuto di votare per il meno peggio, né voglio più turarmi il naso.

Non andrò a votare perché non mi sento rappresentato da nessuno schieramento; il mio non vuole essere qualunquismo, né la ricerca di una stupida purezza politica, e nemmeno disimpegno: è un gesto di amore politico verso il mio Paese che meriterebbe rappresentanti migliori.

Pensi: se in tantissimi non andassimo a votare! Sarebbe questo il vero “voto utile”: costringerebbe la “camorra politica” dei partiti ad una vera riflessione e ad un reale cambiamento!

Per fortuna c’è una Politica di base, fattiva e onesta, diffusa sul territorio e oscurata dalla politica dei politicanti, che andrebbe messa in evidenza. Da questa bisogna ripartire, tentando di “riportare alla luce” associazioni di volontariato, Vicenza contro la base di guerramovimenti di tutela dei territori, operatori sociali, singoli e gruppi, laici o cattolici, che sono la parte migliore e l’unica speranza per il nostro Paese. Dispiace che questi non vengano mai presi in considerazione dai partiti quando si tratta di comporre le liste elettorali: nemmeno alle prossime elezioni questi cittadini perbene e onesti, che di diritto dovrebbero essere candidati a rappresentarci, non hanno trovato posto né nelle liste della cosiddetta sinistra né, ovviamente, in quelle della destra.

Il mio non-voto, vuole essere un voto per tutti questi non-candidati che quotidianamente e senza clamore, tentano di costruire dal basso e per il basso una politica alternativa perchè un’Italia migliore, prima o poi, sia veramente possibile.   

Con cristiana franchezza 

don Vitaliano Della Sala

Fonte: www.donvitaliano.it