lunedì, 26 maggio 2008
Speciale “Nigger” (1): antologia del pensiero razzistico, discriminatorio e gerarchico
  
NEGROsfruttamento
“È  un animale che mangia il più possibile e lavora il meno possibile”
Benjamin FRANKLIN, citato in Gobineau, “Saggio sulla disuguaglianza delle razze umane”, 1853-55
“Il negro del Texas ha tutti gli istinti selvaggi del Cheroki senza possedere una sola delle sue virtù.
Non rotto ancora al Bambino africanogiogo della civiltà, comprende a stento il significato del codice morale, contratto sociale o legge della famiglia. Per lui l’industria domestica è una finzione, la famiglia un’iperbole. Moralmente si eleva appena al livello del Kiciapu, che lo supera di molto in intelligenza… Gli annali del crimine sono spaventosi in Texas; ma la parte più vasta e più cupa di questi appartiene ai Neri. L’intelligenza dell’Africano è fra le più ristrette.
Mi è stato confermato che attualmente l’infanticidio è altrettanto comune nelle paludi negreschiavitù che in una strada cinese o in una steppa tartara. Ecco la vera questione negra. Quelli che, penetrati da un pietoso zelo, hanno dato la libertà ai negri, non ne hanno forse, nella loro ignoranza delle leggi della natura, decretato il lento ma inesorabile sterminio? La natura ha dato al Bianco più intelligenza e forza, più genio inventivo, coraggio e perseveranza che al negro."
Hepwort DIXON, "La Conquista bianca”, 1877
“Per ora, è un bruto, non cattivo, è vero, ma fradicio di vizi. Quando lavora una settimana, si riposa la settimana successiva; mente per il piacere di mentire; ignora le leggi della dignità umana. Non si sposa, o quasi, e cambia donna come un animale."
Jules HURET, De New York à la Nouvelle Orléans, riportando le dichiarazioni del governatore della Lousiana, 1904Fame
 
ANCHE GLI OPERAI SONO NEGRI
“Vivere alla giornata, spendere tutto ciò che si guadagna, Comune di Parigispesso anche con anticipi, tale è lo stile di vita più diffuso tra la popolazione operaia di Parigi. Quelli che, tra gli operai, hanno salari sufficientemente elevati perché in tre giorni di lavoro possano procurarsi di che vivere per tutta la settimana, passano di solito gli altri quattro giorni nell’ozio e nella dissipazione."
C.M.T. DUCHATEL,  "Della Carità", 1926
E concludo contro quel sofista di Proudhon vivelacommuneche gli operai non hanno alcun bisogno di un tribuno per sostenere i loro interessi, perché non sono mai stati oppressi in Francia.” 
A.    FRANCON,  "Cause della grandezza e della decadenza dei Romani", 1867
“È stato stabilito da lungo tempo, attraverso calcoli non contestabili, che i minatori di Anzin sarebbero i principali azionisti e padroni della miniera, che gli operai metallurgici del Creusot sarebbero i principali azionisti e padroni dello stabilimento, se solo avessero risparmiato per comprare dei titoli quello che hanno sperperato per intossicarsi."
Urbain GOHIER,  Pour être sages, 1914
SIAMO TUTTI NEGRI TRANNE…
Uno dei Padri Fondatori degli Stati Uniti, Benjamin Franklin, per sostenere che gli anglosassoni fossero “il nucleo principale del popolo puramente bianco” (“purely white people”), affermava che “Spagnoli, italiani, francesi, russi e svedesi generalmente tendono ad essere di colore vagamente scuro.”
Benjamin Franklin, Writings, Library of America, New York 1987, p.374bossi-finisenzaconfini
MA SI RISCHIA DI ESSERE EBREIriforma_pensioni
“I fondatori della Espansionismo sionistanazione inglese, anch’essi, discendevano dalle tribù perdute d’Israele, dato che Saxon è con ogni evidenza una corruzione di Isaac’s son, figlio d’Isacco.”
Citato in Pall Mall Gazette, 3 aprile 1984
“È l’ebreo che trasuda attraverso i pori dell’Inglese.”
Louis MARTIN, L’Anglais est-il un Juif? 1896
“L’Ebreo non crea, non produce, sfrutta. È il grande negoziante, il grande intermediario universale, come un tempo i Fenici che erano giudei, e gli Inglesi, moderni Fenici, che discendono forse dagli Ebrei.”
Docteur CELTICUS , Le Diciannove Tare corporali per riconoscere un Ebreo, Librairie antisemite, 1903
FLASH COMIDAD
1968 FNAC
Chi, in questi giorni, si dovesse trovare a fare acquisti in uno dei negozi FNAC di Parigi, ne uscirebbe con una busta di plastica su cui campeggia un pugno chiuso dal significato inequivocabile.
In effetti la FNAC, la catena multinazionale francese che distribuisce libri, cd, dvd e altri ninnoli tecnologici, si è davvero scatenata in occasione del quarantennale del Maggio.
Un putiferio di libri sul '68, a favore e contro, per chi c'era e per chi se l'è perso (sic), ristampe di dischi dell'epoca, video e dibattiti in quantità industriali. L'anno del Maggio francese è diventato un vero e proprio contenitore mediatico in cui ognuno mette ciò che vuole.
I fastosi depliant illustrativi della rassegna titolano: "68  court toujours", oppure "L'esprit de Mai est à la  FNAC". Quindi lo spirito del Maggio sarebbe andato a  finire alla FNAC.
 Il direttore della catena spiega che la FNAC stessa non sfuggì all'ondata di lotte e  scioperi dell'epoca, e infatti venne più volte occupata dai lavoratori; quindi il direttore ritiene che la FNAC non possa esimersi dal commemorare ciò che  ha vissuto direttamente.
Visto che dopo quaranta anni i lavoratori della FNAC sono sempre più sfruttati e precarizzati, è qui evidente il tentativo di trasformare il '68 in un evento puramente mitologico, una narrazione funzionale ad un intrattenimento fine a se stesso, priva di qualsiasi aggancio con la realtà storica e sociale.
1968 GLUKSMANN
In una intervista per la presentazione del suo nuovo libro scritto insieme al figlio Raphaël: "Il Maggio 68 spiegato a Sarkozy", l'ex- "nouveau philosophe" André Gluksmann ci offre una chiave di lettura davvero originale.
Gluksmann afferma che il movimento del '68 fu essenzialmente anticomunista e quindi non lo si può considerare concluso, visto che c'è ancora la Cina contro cui lottare. Insomma, ci sarebbe un '68 per ogni stagione e per ogni esigenza.
Il filosofo racconta che il figlio - che sarà dotato delle stesse capacità intuitive del padre - non riusciva a capire il '68, nonostante le spiegazioni di cotanto genitore; ma quando si trovò ad assistere alla famosa rivoluzione (fasulla) in Ucraina, allora ebbe l'illuminazione e capì il vero spirito del '68.
La destra lo ascolterà? Ma la cosa veramente grave è che questo nuovo slogan di guerra psicologica - il '68 anticomunista - troverà a sinistra sicuramente qualcuno disposto a prenderlo sul serio.
1968 SARKOZY
Il presidente della Repubblica francese sarkozySarkozy ha affermato di recente che tutti i mali provengono dal '68. Ne consegue logicamente che anche Sarkozy proverrebbe dal '68.
N.B. Chi volesse consultare i capitoli precedenti del Manuale del Piccolo Colonialista, può reperirli sul sito www.comidad.org sotto la voce “Documenti”.
venerdì, 15 febbraio 2008

Sebbene con un pò di ritardo, ho deciso di postare sul blog questo pezzo scritto il 27 gennaio scorso in occasione del Giorno della Memoria, un intervento già pubblicato su vari siti web e su alcune testate cartacee. Visto l'argomento dell'articolo, ho ritenuto opportuno proporlo all'attenzione dei lettori del blog.

INDIANI D’AMERICA E BRIGANTI MERIDIONALI

Premessa

Non c’è dubbio che nel campo delle interpretazioni e delle valutazioni storiche, a maggior ragione nell’ambito dell’insegnamentoclasse_insegnanti della storia, sarebbe opportuno evitare atteggiamenti troppo faziosi, enfatici e dogmatici, per adottare un approccio possibilmente critico e problematico verso le questioni, i personaggi e i processi storici sottoposti allo studio e all’attenzione degli alunni. Faccio tale puntualizzazione per far comprendere chiaramente il mio punto di vista rispetto alla materia. In classe non bisogna mai cercare di plagiare o manipolare le fragili menti (sempre aperte e ricettive) dei ragazzi, ma occorre assumere una posizione il più possibile lucida, serena e distaccata, per abituare le nuove generazioni ad esercitare l’arte benefica del dubbio e della critica. Una dote che in genere manca alle menti già formate, quindi chiuse e poco ricettive, degli adulti. logo_educazioneQuesto è il compito precipuo delle istituzioni educative che concorrono alla formazione del libero cittadino, per mettere l’individuo in condizione di esprimere autonomamente i propri giudizi e compiere le proprie scelte. La scuola assume un ruolo che è ancora centrale e privilegiato in questa opera educativa, malgrado le enormi pressioni e la spietata concorrenza esercitata dai mezzi di comunicazione di massa, a cominciare dalla televisione e da Internet. Le cui potenzialità espressive, comunicative ed informative devono essere abilmente e sapientemente sfruttate dagli insegnanti.

Il Giorno della Memoria

Il Giorno della MemoriaGiornata_memoria è una ricorrenza istituita con la legge n. 211 del 20 luglio 2000 dal Parlamento italiano che in tal modo ha aderito alla proposta internazionale di dichiarare il 27 gennaio come data per la commemorazione delle vittime del nazionalsocialismo e dell'Olocausto. La scelta del giorno intende rievocare il 27 gennaio 1945 quando le truppe dell'Armata Rossa giunsero ad Auschwitz, scoprendo il famigerato campo di concentramento, rivelando al mondo intero l'orrore del genocidio nazista. Il ricordo della Shoah, cioè lo sterminio del popolo Ebreo, è celebrato il 27 gennaio anche da altre nazioni, tra cui la Germania e la Gran Bretagna, così come dall'ONU, in seguito alla risoluzione 60/7 del 1° novembre 2005. Il termine olocausto (dal greco holos "completo" e kaustos "rogo" come nelle offerte sacrificali) venne introdotto alla fine del XX secolo per indicare il tentativo compiuto dalla Germania nazista di sterminare tutti quei gruppi di persone ritenuti "indesiderabili": Ebreiebrei_deportati ed altre etnie come Rom e Sinti (i cosiddetti zingari), comunisti, omosessuali, disabili e malati di mente, Testimoni di Geova, russi, polacchi ed altre popolazioni slave. Il termine Shoah, che in lingua ebraica significa "distruzione" (o "desolazione", o "calamità", con il senso di una sciagura improvvisa e inaspettata), è un altro vocabolo usato per definire l'Olocausto. Molti Rom adoperano la parola Porajmos («grande divoramento»), oppure Samudaripen («genocidio») per designare lo sterminio nazista. Aggiungendo agli Ebrei questi gruppi di persone il numero di vittime causate dal regime nazista