venerdì, 29 febbraio 2008
...LA VENDETTA
Dopo de-mita-ciriaco“De Mita, l’ascesa al potere”, il primo film dedicato alla leggenda demitiana, che ha ricostruito la vita del protagonista dalla nascita in quel di Nusco, un paesino arroccato sui monti irpini, fino all’eroica scalata al vertice del potere politico, quando nelle sue mani si concentrarono la segreteria nazionale della Democrazia Cristiana e la guida dell’esecutivo; dopo “De Mita 2, la caduta”, che ha descritto la fase discendente della parabola demitiana, attraverso le vicende di Tangentopoli che hanno scatenato quella sconvolgente bufera giudiziaria che determinò la fine della Prima Repubblica, decretando in modo particolare la caduta ingloriosa del craxismo e del regime incentrato sull’asse denominato C.A.F (Craxi-Andreotti-Forlani);berlusconi-craxi-de-mita dopo “De Mita 3, la ripresa”, che ha narrato la fase successiva della carriera politica di Super-Ciriaco, sopravvissuto eroicamente alla tempesta di Mani Pulite, e la sua netta ripresa dopo l’avvento della Seconda Repubblica e la “discesa in campo” del cosiddetto “nuovo che avanza”, alias “Unto del Signore”, “Cavaliere Nero” o come dir si voglia; uscirà prossimamente in tutte le sale cinematografiche l’ultimo film della epica saga dedicata all’imperatore di Nusco.
Il titolo è “De Mita 4, la vendetta”, scritto, diretto e interpretato dal mitico Ciriaco in persona. Un film da non perdere assolutamente! Il film racconta come, dopo l’amara esclusione dalle liste elettorali del PD ad opera del finto “buono”, il cinico veltroni2Veltronix, il nostro eroe, a 80 anni suonati, decide di abbandonare il partito per aderire alla formazione politico-elettorale della Rosa Bianca. Da quel momento, nel suo animo coverà un solo sentimento e mediterà un solo scopo: vendicare il torto subito dal suo perfido nemico. Il quale, con la scusa dell’età, lo ha malamente estromesso dalle candidature costringendolo ad uscire dal partito stesso, dopo che lo stesso Ciriaco De MitaCiriaco, con la sua influenza, aveva contribuito alla creazione del PD e al trionfo di Veltronix alle elezioni primarie del Partito Demo(n)cratico. In realtà l’età non c’entra nulla, visto che un altro celebre personaggio, sicuramente più anziano del nostro eroe, è stato convinto da veltroni3Veltronix a candidarsi nelle liste del PD. Il vero motivo dell’epurazione di De Mita è il suo accento dialettale, che tradisce la sua provenienza meridionale, dunque è la sua origine campana, precisamente irpina. Pertanto, Veltronix si è dimostrato solo un razzista anti-meridionale. Ma appare evidente che Veltronix ignora chi si è messo contro. Il nostro eroe avrà d’ora in poi una ragione in più di vita, potrà coltivare la più nobile ed eroica tra le passioni: la vendetta!
Questa sete di rivincita lo indurrà ad impegnarsi con tutte le sue forze per restituire lo smacco ricevuto dal suo acerrimo nemico, contribuendo magari ad un’atroce sconfitta alle prossime elezioni parlamentari.
Infatti, la competizione elettorale ingaggiata in Campania, in modo particolare la partita che si disputerà nel piccolo collegio irpino, potrebbe rivelarsi determinante addirittura per l’esito finale delle prossime elezioni politiche nazionali, soprattutto per quanto riguarda i seggi assegnati al Senato attraverso il premio di maggioranza previsto dall’attuale legge elettorale.
La campagna elettorale, appena intrapresa, sta per concedere i primi, eclatanti colpi di scena. Ma siamo soltanto agli inizi, il bello dovrà ancora venire… Non intendo anticipare le sensazionali sorprese riservate dal film, per cui vi consiglio di non perderlo.
(To be continued)
giovedì, 28 febbraio 2008

GLI STATI FANTOCCIO DELL’AFFARISMO CRIMINALE

La notizia secondo cui fidelFidel Castro sarebbe uscito definitivamente di scena per motivi di salute, ha determinato la prevedibile ondata di commenti, in cui si è distinta la stampa ufficiale europea e americana, tesa a dipingere il leader cubano come un tiranno ormai fuori dal mondo, aggrappato sino alla fine alla sua ideologia. Questa rappresentazione propagandistica aggira però la questione essenziale, e cioè che la popolarità di Castro in America Latina, in particolare tra le nuove generazioni, è iniziata dopo la fine del socialismo reale e la dissoluzione dell’Unione Sovietica, e molto dopo il definitivo tramonto del modello di socialismo cubano, quando i limiti umani e politici dello stesso Castro erano ormai evidenti.

 Gli anni ’90, e non gli anni ’60, sono stati il periodo in cui il prestigio personale di Castro ha cominciato a costituire un elemento di inciampo per la politica latino-americana; tanto che il papa Karol Woytila nel 1998 fu costretto ad organizzarsi una visita a Cuba per rifarsi una verginità di fronte all’opinione pubblica latino-americana, essendosi troppo esposto a favore del colonialismo statunitense con le sue prese di posizione contro Ortega in Nicaragua e a favore di Augusto-PinochetPinochet in Cile, mollando inoltre Noriega nel 1990 a Panama quando questi, per sfuggire ai soldati statunitensi, aveva chiesto asilo nella Nunziatura Apostolica, cosa che gli sarebbe stata dovuta, secondo il Diritto internazionale. Contrariamente a quanto si vuol far credere all’opinione pubblica europea, la popolarità di Castro in America Latina non è dovuta ad un’attrazione ideologica del castrismo, anzi di castrismo non si parla nemmeno più. Le giovani generazioni latino-americane che vedono in Castro un punto di riferimento, non sanno nulla dello ”Hombre Nuevo” e di tutte le altre palle al piede di carattere ideologico che si produssero a Cuba quaranta anni fa.

Negli anni ’60  e ’70 era dato per scontato che chi si opponeva all’aggressione colonialistica, avesse come minimo il dovere di creare il paradiso in terra, cosa che ha determinato da parte del regime cubano una serie di stupidaggini ed efferatezze che avrebbe potuto tranquillamente risparmiarsi. Quel che rimane oggi di cubaCuba è solo l’immagine di un Paese che ha dimostrato di poter reggere per mezzo secolo all’aggressione militare, economica e terroristica da parte di una superpotenza coloniale, perciò Cuba, per il resto dell’America Latina, non costituisce un modello, bensì l’esempio della possibilità di resistenza allo strapotere del colonialismo degli USA e delle multinazionali. Questa concretezza dei Latino Americani è ciò che oggi manca ai commentatori “occidentali”, i quali vorrebbero farci credere che il ritiro di Castro dalla scena politica ponga le condizioni per libere elezioni a Cuba e quindi per un superamento del contrasto con gli USA.

In realtà, qualunque regime vi fosse a Cuba, rimarrebbe quanto già scritto da Thomas Jefferson più di due secoli fa, e cioè che Cuba costituisce geopoliticamente una tappa essenziale della espansione coloniale degli Stati Uniti verso americalatinal’America Latina. Sino alla rivoluzione del 1959, Cuba aveva svolto, a causa della sua posizione a ridosso della penisola della Florida, il ruolo di ponte dell’economia illegale statunitense. Le multinazionali sono organizzate su un livello legale ed un altro illegale, ed è l’intreccio tra questi due livelli a creare il maggior numero di occasioni affaristiche. Ad esempio, il petrolio petrolioiracheno, acquistato sul mercato illegale a meno di venti dollari, può esser rivenduto sul mercato legale al prezzo ufficiale di cento dollari. A sua volta, il livello illegale delle multinazionali è agganciato alle classiche organizzazioni malavitose che svolgono una funzione di manovalanza e di copertura. Il Proibizionismo dell’alcol negli Stati Uniti fu imposto nel 1919 con motivazioni moralistiche da organizzazioni create dal businessman Pierpont Morgan, ritenuto allora l’uomo più ricco del mondo; la maggiore entità del traffico era svolta da un altro businessman di chiara fama, Joseph KennedyJoseph Kennedy - padre del futuro presidente John Kennedy -, anche se alla fine erano personaggi come il gangster Al CaponeAl Capone a risultare evidenti all’opinione pubblica. Allo stesso modo, in Campania è oggi la camorra a risultare in primo piano, anche se questo “sistema” camorristico non è certamente all’altezza degli affari che gli vengono attribuiti, come lo smaltimento dei rifiuti tossici prodotti dalle multinazionali statunitensi, che passano attraverso i porti militari della basi americane. Nel momento in cui tornasse nella sfera d’influenza statunitense, anche Cuba riprenderebbe perciò quel ruolo di Stato fantoccio dell’affarismo criminale che già svolgeva negli anni ’50.alibi_democrazia

Il mito della democrazia americana è servito da sempre a mettere in ombra il vero problema, e cioè che monstrum costituiscano gli Stati Uniti dal punto di vista geopolitico: un Paese che, per posizione geografica, è in grado di minacciare, aggredire e destabilizzare tutto e tutti, pur di realizzare i propri scopi affaristici camuffati di idealismo, senza avere però altrettanto da temere, grazie al suo isolamento continentale.

È l’Europa oggi a trovarsi minacciata e destabilizzata dall’indipendenza del Kosovo, imposta da Clinton ancora prima che da Bush.. È l’Europa inoltre ad essere costretta a dover mantenere un altro staterello fantoccio dell’affarismo criminale, un Paese privo di vera autosufficienza economica, ma che già possiede quasi più banche che abitanti, e che è stato definito giornalisticamente una “Mafialand”, anche se, tecnicamente, è più una “N.AT.O.land”. È infatti la presenza delle truppe NATO a garantire in Kosovo la zona franca per le organizzazioni criminali, e non accorgersene costituisce lo stesso tipo di svista per cui in Campania si nota il potere della camorra e non le  tredici basi americane, come se queste fossero una componente del paesaggio.

Il Kosovo è oggi uno specchio in cui l’Italia può intravedere molti dei suoi stessi lineamenti. L’imprinting dei gruppi dirigenti europei è la loro incapacità di opporsi agli Stati Uniti, perciò essi devono sperare che qualcun altro lo faccia per loro, riservandosi peraltro di condannarlo ufficialmente per tanta arroganza.putin La situazione paradossale è che oggi pare che siano proprio i gruppi dirigenti europei a dolersi maggiormente del fatto che le minacce di intervento militare in Kosovo da parte del presidente russo Putin abbiano uno scopo puramente rituale. È molto difficile infatti che Putin si lasci davvero distrarre dai suoi obiettivi affaristici in un momento in cui i prezzi del suo petrolio e del suo gas sono alle stelle, così in Europa non vi sarà nessuno a contrastare l’ennesima offensiva colonialistica statunitense.

Fonte: www.comidad.org

postato da: luciospartaco alle ore 17:03 | Permalink | commenti
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