sabato, 29 settembre 2007

LA STRANA COPPIA

Scoppia la 'pace di Ceppaloni'
fra Beppe Grillo e Clemente Mastella

Colpo di scena: dopo essersene dette di tutti i colori fra il comico e il ministro della Giustizia è arrivata la tregua. "Mastella è solo un capro espiatorio. Scriviamo un libro a quattro mani". Clemente risponde subito: "Venga da me a Ceppaloni".

Grillo e Mastella Roma, 28 settembre 2007 - Se ne sono dette davvero di tutti i colori, negli ultimi giorni, ma ora tra Beppe Grillo e Clemente Mastella sembra arrivato il momento di una 'pace di Ceppaloni'. Un colpo di scena che non solo potrebbe archiviare i durissimi scambi di accuse legge_indulto_20lug06sull'indulto ma addirittura veder nascere una 'strana coppia' editoriale, se andasse davvero in porto quella sorta di versione alternativa al fortunatissimo 'La Casta', vagheggiata da Mastella e colta al volo da Grillo. L'iniziativa la prende proprio il comico-blogger che, a sorpresa, dichiara da Internet: "Non ci sto più al gioco al massacro ceppalonico. mastella_clementeMastella è solo un capro espiatorio. Il migliore sulla piazza della politica, certo. Per questo hanno scelto lui. Ma l'indulto non è una sua idea, ne sono convinto". Di più: "Mastella ha detto una grande cosa, ha annunciato un libro 'su tutte le altre caste, a partire dai giornalisti'. Questa volta sono d'accordo con lui. Gli offro la mia prefazione o, se preferisce, il libro lo possiamo scrivere a quattro mani. Vado fino a Ceppaloni se mi invita". E l'invito arriva davvero.clemenza_mastella "Rispondo a Grillo che a scrivere sulle caste sono disponibile. Può venire tranquillamente a Ceppaloni come mi ha chiesto e possiamo scrivere a quattro mani", dice a L'Aquila il ministro di Giustizia. "Io credo - ha rilevato Clemente Mastella - che nel nostro Paese ci sia oggi sotto pressione la classe politica, le sue responsabilità, ma ci sono tante caste molto più forti e più potenti della cosiddetta casta della politica. Ci sono 'castisti' molto più forti".

Fonte: www.quotidiano.net

giovedì, 27 settembre 2007
 
 
  n+1 
 
Rivista sul "movimento reale che abolisce lo stato di cose presente"
Numero 114, 25 settembre 2007
 
MAI LA MERCE SFAMERA’ L’UOMO
Gli ecologisti sono serviti. La produzione_biomasseproduzione di biomasse da cui distillare etanolo come additivo per i cosiddetti biocarburanti sta intaccando la produzione alimentare. Il fenomeno è dovuto alla legge della rendita capitalistica: ogni aumento della richiesta di prodotti agricoli o minerari provoca la messa a coltura delle terre prima abbandonate o investimenti per aumentare la "resa" di quelle già coltivate. Con l'impennarsi del consumo di petroliopetrolio il caro_petrolioprezzo di quest'ultimo sale fino a rendere convenienti sia lo sfruttamento di giacimenti più profondi o situati sul fondo del mare, sia lo sfruttamento di terre prima adibite alla produzione alimentare. Neglibush_austerity Stati Uniti stanno raddoppiando ogni anno gli stabilimenti per la distillazione di mais, barbabietola e canna da zucchero. Nel 2006 il 20% della produzione di mais è stato utilizzato per la produzione di etanolo. Fra il 2006 e il 2007, a causa della conversione produttiva da frumento a biomasse per etanolo il prezzo della materia prima per il pane è raddoppiato. L'ONU prevede che in tre anni la richiesta mondiale di biocarburanti salirà del 170%. Essi colonizzeranno inesorabilmente le terre, prima le peggiori, poi le migliori per via della resa più alta, sottraendole al cibo.
1953: Mai la merce sfamerà l’uomo
2001: L’uomo e il lavoro del sole
2007: Metti l'irrazionale magico nel motore
 
FUOCHI D'ESTATE
Si sono spenti gli incendioincendi in Italia, Grecia, Siberia, Amazzonia, Indonesia, ecc. Ma quell'inferno ricorrente rimane inspiegabile senza un riferimento al sistema che lo produce. Si tratta di un fuoco interclassista che lega da tempo l'intera umanità tramite la cieca rincorsa all'interesse privato. L'interesse dei pastori, dei palazzinari, dei forestali precari, dei ricattatori mafiosi, dei contrabbandieri di legname (i grandi alberi muoiono ma non bruciano), dei ricchi agrari o dei miserabili contadini assetati di terra. I media che hanno pubblicato impressionanti foto satellitari dei milioni di ettari di vegetazione in fiamme non potevano mostrare il vero incendiario.
 
VIOLENZA NELLE PERIFERIE
Di fronte alla microdelinquenza diffusa c'è ancora, specie a sinistra, chi parla di integrazione sociale per ripristinare l'ordine. Ma una società in disintegrazione non può integrare un bel niente. Adesso ad esempio le Banlieueperiferie danno filo da torcere al governo britannico: da alcuni mesi crescono gli omicidi e le violenze da parte di agguerrite gang giovanili, per la maggior parte composte da minorenni dei sobborghi. Il fenomeno, partito dagli slum più miserabili del mondo, quelli dimenticati, che a malapena fan notizia sui giornali, sta esplodendo dunque anche nelle metropoli del capitalismocapitalismo maturo (putrefatto). La "vita senza senso" stringe nella sua rete le grandi estensioni urbane dove, tra lavoro precario, disoccupazione e atomizzazione sociale, si forma una miscela esplosiva fatta di rabbia, frustrazione e disincanto verso tutto e tutti. Quando le metropoli occidentali non erano colpite dal fenomeno, si leggeva dei niños de rua omicidi di Rio e Sao Paulo come di un fenomeno esotico. Sapevamo che bande "informali" di sbirri assassinavano i bambini di strada. Qui sono allo studio sistemi meno diretti. Forse.
 
LE GUERRE AMERICANE NEI PARLAMENTI, SUI GIORNALI E SUL CAMPO
Da anni andiamo affermando che la politiguerra americana non si giudica dai singoli aspetti militari sul terreno, luogo per luogo. E' in gioco non tanto la "vittoria" in Afghanistan o in Iraq, quanto la sopravvivenza stessa degli statua della morteStati Uniti come potenza imperialistica. Il generale Petraeus, comandante in capo delle operazioni in Iraq, ha finalmente esposto la sua relazione sull'andamento della guerra. Il rapporto era di tono ottimistico, nonostante le cifre ufficiali continuino a mostrare un aumento dei morti e dei feriti, sia iracheni che americani. Camera e Senato hanno manifestato una contrarietà di circostanza non tanto sulla guerra quanto sulla mancata vittoria. Giornali e televisioni contestano le cifre ufficiali e denunciano "errori strategici" del iraqgoverno e dei militari. Intanto si rafforzano le gigantesche basi dell'esercito di occupazione, e anzi una nuova, la più possente di tutte, sarà costruita ai confini con l'Iran. L'ottimismo di Petreaus, che se ne frega di morti e feriti, è quindi giustificato: anche chi parla di futuro ritiro delle truppe deve sapere che esso non significa "ritorno a casa" ma spostamento dalle zone abitate dove avvengono le operazioni odierne a quelle desertiche dove sorgono le basi. Le quali stanno proliferando e ingigantendosi nel mondo intero, prefigurando una occupazione militare planetaria.
2003: Teoria e prassi della nuova politiguerra americana - cap. V, L'invasione degli ultracorpi
 
ENNESIMA CONFERMA
La cosiddetta globalizzazioneGlobo-colonizzazione sta devastando la struttura sociale dei paesi sviluppati più di quanto non devasti quella dei paesi che i terzomondisti ritengono le sole vittime. Nel 2006 Foreign Affairs aveva formulato una previsione secondo cui entro il 2015 il 28-42% dei posti di lavoro nel settore americano dei servizi sarebbe stata soggetta a delocalizzazione all'estero. Ora, i servizi negli Stati Uniti rappresentano l'84% del Prodotto Interno Lordo.americanismo La cosiddetta classe media (in realtà la fascia media di reddito) è in via di sparizione: i lavori più richiesti sono quelli di cassiere, cameriere o addetto alle pulizie. Già oggi 16 milioni di americani vivono in estrema povertà. Secondo l’Oakland Institute, 30 milioni di americani "conoscono la fame o sono in pericolo di provarla". E il rincaro del prezzo del grano non li aiuterà. In compenso, le poveri_noi300.000 persone più ricche d’America possiedono più di tutti gli altri americani messi insieme. Come all’incirca avviene nel resto del mondo, dove il 10 per cento più ricco del pianeta possiede l’85% della ricchezza.
 
L'ALBERGO DIFFUSO
Anticipazioni di futuro stravolte dalla miserabile forma borghese.paperopoli Cresce, specialmente nelle metropoli, l'esigenza di sperimentare forme di vita in comune. Si va dalle aggregazioni di tipo comunistico agli esperimenti urbani di co-housing, dai villaggi Common Interest Development (che possono avere fino a 40.000 e più abitanti) alle intentional communities di vario tipo. Naturalmente queste forme si stanno sviluppando soprattutto negli Stati Uniti, dove coinvolgono ormai più di 50 milioni di persone. L'industria Mutui_casaimmobiliare si è già appropriata del fenomeno offrendo soluzioni "chiavi in mano" per comunità di ogni tipo. L'industria turistica, come per esempio il gruppo internazionale Four Season non poteva rimanere indifferente: borghi abbandonati con aspetti di particolare interesse da un punto di vista architettonico e urbanistico vengono acquistati, ristrutturati e trasformati in albergo "diffuso". Una reception centralizzata cui fanno capo stanze e alloggi suggestivamente distribuiti nell'antico centro riportato a nuova vita. Una "struttura ricettiva orizzontale" o "albergo a cielo aperto". Una forma abitativa comunitaria passibile di essere liberata dall'ipoteca del profitto.
 
VAFFA-DAY
Oggi quella che LeninLenin chiamava "campagna sistematica di denuncia" contro gli effetti della dominazione borghese la fanno i borghesi stessi, gli uni contro gli altri. Dall'ONU ai format giornalistici televisivi, dal cinema engagé ai comici politicanti. La chiamata di grillo_piazza_vdayBeppe Grillo alla piazza si appoggia a una diffusa ripulsa del politicantismo, ma si riduce alla fin fine a una raccolta di firme contro il malaffare e per una società capitalistica senza i difetti del capitalismo. I vari BeppeGrilloGrillo non sono fuori dal sistema, vi sono immersi fino al collo. Non vogliono il superamento del sistema dell'automobile, vogliono un'impossibile automobile che non consumi; non vogliono il superamento del cretinismo parlamentare, vogliono un impossibile parlamentarismo non cretino; non vogliono il superamento del mercato, vogliono un mercato "equo e solidale". Non siamo neppure più a quello che chiamammo "cretinismo extra-parlamentare" siamo al "cretinismo neo-parlamentare".
 
FARE E DISFARE
Tra gli avvenimenti che contribuirono alla nascita della cosiddetta Seconda repubblica ci fu anche un referendum, proposto da segniSegni e vinto a maggioranza "bulgara", per ridurre drasticamente le preferenze sulla scheda a una sola. Questo allo scopo, si disse, di "arginare il voto clientelare". Da allora, dopo vari cambiamenti cervellotici,  si era giunti a quella che lo stesso estensore dell'ultima versione, wanted-calderoli-itCalderoli, aveva definito "una porcata": liste bloccate senza alcuna scelta di preferenza da parte dell’elettore. Oggi arriva Grillo che, 16 anni dopo il referendum "antipartitocratico" di Segni, riscopre le virtù democratiche delle preferenze clientelari col bollino-qualità.
 
* * *