sabato, 30 giugno 2007

Tempi duri per il dollaro

Il dollarodollars è talmente sotto tiro che c'è da chiedersi come mai gli Stati Uniti non stiano passando al contrattacco. Eppure la soglia della svalutazione vantaggiosa, sia come sostegno alle esportazioni, sia come ridimensionamento del debito, è stata oltrepassata da un pezzo. Tanto più che l'America è un importatore netto, e comprare con dollari svalutati non è proprio un affare. Una serie di segnali consigliano di tenere d'occhio le vicende del dollaro, date le inevitabili ripercussioni di una sua eventuale caduta, già pronosticata e da alcuni paesi anche assecondata. La questione è importante perché coinvolge la capacità degli Stati Uniti di mantenere la propria egemonia indebolita ormai da una quantità di fattori esterni ed interni. La Cina prodi-cina-1ha annunciato a marzo che non permetterà alle multinazionali (quasi tutte americane) di passare dagli investimenti diretti in stabilimenti e reti produttive a quelli sul mercato azionario. Nel frattempo ha varato una holding statale per la razionalizzazione degli investimenti di parte dei suoi 1.100 miliardi di dollari, accumulati con il surplus commerciale, in titoli esteri (quasi tutti americani). Sempre in marzo l'OPEC (Organizzazione dei Paesi Esportatori del Petrolio), su pressione del Venezuela e dell'Iran, ha annunciato che sarà accelerata la tendenza a diversificare le valute usate per le transazioni sul petrolio, con un occhio particolare verso l'Euro, che sta diventando velocemente valuta di riserva sostitutiva. Un avvenimento passato quasi sotto silenzio, ma che in campo internazionale avrà effetti politici, anche se non valutari, immediati, è il provvedimento iraniano, datato 21 marzo 2007, che rende illegale la circolazione no_dollaridel dollaro americano entro i confini del paese, pena il carcere. La Corea del Nord e la Malaysia hanno approvato un provvedimento simile pochi giorni dopo. Secondo la Royal Bank of Scotland, la seconda banca del Regno Unito, il processo di diversificazione delle riserve, in molti paesi, più avanti di quanto non si voglia ammettere. Oltre ai paesi petroliferi, anche Italia, Russia, Svezia e Svizzera avrebbero variato significativamente le proprie riserve rafforzando le quote in euro e sterline. Una banca di Singapore ha confermato la tendenza, precisando che vi è stata una massiccia vendita di dollari fra settembre e dicembre del 2006.

Fonte: www.quinterna.org

sabato, 30 giugno 2007
Il complotto jihadista e il documentario–propaganda di Sion 
di Marcello Pamio
Continua imperterrito - con l’immancabile copertura mediatica e la solita vergognosa assenza delle istituzioni governative europee, il bombardamento dell’esercito sionista sulla popolazione inerme palestinese!crimini sionisti Operazione questa, definita “Estate degli stupidi”, (1) dove per stupidi possiamo intendere il mondo occidentale che sta a guardare senza il coraggio di aprire bocca. Un silenzio che pesa come un macigno sulle numerose vittime nella Striscia di Gaza che, a causa di questi illegali e criminali interventi militari, crescono giorno dopo giorno. Nonostante le cose si sappiano, nessuno dice nulla, anzi, il messaggio che sta passando è che i palestinesi,Resistenza palestinese visti come gruppi armati tipo Hamas, sono pericolosi non solo per la pace in Medio Oriente, ma per il mondo intero (criminalizzare il criminalizzato, è un ottimo lavaggio della coscienza collettiva e fa miracoli: rende le bombe intelligenti e umanitarie!). Propaganda questa, portata avanti dai grandi giornali, dalle grandi penne e mezzobusti del teatrino mediatico, che continuano con l’ossessione dell’islam radicale: vedono l’estremismo ovunque, anche dove non c’è, e se non c’è magari è possibile crearlo. Lo scrittore francese Thierry Meyssan si è occupato di un recente documentario-propaganda che rientra proprio in questa strategia: “Obsession: Radical Islam's War Against the West”, “Ossessione: la Guerra dell’Islam radicale contro l’Occidente”. (2) Meyssan analizza le tecniche messe in opera per promuovere lo “scontro delle civiltà”. Per far sì che l’opinione pubblica (noi occidentali dormienti) approvi il trattamento riservato ai palestinesi (bombardamenti indiscriminati, razionamento illegale di acqua ed energia elettrica, chiusura all’interno del “muro della vergogna” alto 8 metri e lungo 1000 chilometri, privazione dei territori, sottrazione di terreno e proprietà, assassinii, violenze mentali e fisiche, torture, ibernazione dei fondi esteri, ecc.) sono necessarie delle tecniche di propaganda il cui scopo è:
- disumanizzazione del nemico, quindi del palestinese cioè dell’arabo, cioè del musulmano;
- riduzione della causa politica ad un semplice e becero oscurantismo religioso di una minoranza.
Da circa un anno infatti una misteriosa casa di produzione, finanziata guarda caso dal regime di Sion, illuminatista facendo proprio questo: diffusione universale di un documentario dedicato all’islam radicale. Finora, questa pellicola ha dato luogo a molte proiezioni private (anche al Congresso degli Stati Uniti) ma è stato visto da una decina di milioni di persone grazie alla catena neoconservatrice Fox News di Rupert Murdoch (magnate australiano dei media, nonché massone israelita, creatura degli Oppenheimer e membro del gruppo Bilderberg). (3) Del video, sono state preparate (visto che i soldi non mancano), versioni sottotitolate in numerose lingue. Uno special di 78 minuti in cui si “dimostra” come il mondo musulmano di oggi è più malato di quello della Germania nazista (termine di paragone usato molto spesso nei confronti del regime iraniano). Per fare questo ricorre all’emozione, alla dissimulazione, alla ripetizione (tecnica usata dal Ministro della Propaganda: GoebbelsPaul Joseph Goebbels), il tutto per suscitare una forte angoscia nello spettatore, anche quello più informato. D'altronde basta osservare con attenzione la locandina per comprendere come si sono mirabilmente associate le immagini della tragedia dell'11 settembre 2001 con la mezzaluna islamica e il fucile mitragliatore kalashnikov... Sempre dalla locandina si evince che si tratta di un film della HonestReporting.com, un sito "volto a garantire a Israele una presentazione giusta sui mezzi di informazione". (4) Spero sia chiaro a tutti qual è il vero scopo di simili siti... Il messaggio chiave di questo documentario si può riassumere così nelle parole usate dallo stesso Thierry Meyssan: “il complotto jihadista mondiale è la punta di diamante dell’islam, che è una civilizzazione nazista”. Questo slogan concentra le principali argomentazioni a favore della “scontro di civiltà”, perché lo scopo è sempre quello: aizzare allo scontro e dividere per imperare, per meglio controllare. Il documentario tra le altre cose sottolinea l’alleanza tra il Grande Muftì di Gerusalemme (il rappresentate di tutti i musulmani) e il Reich nazista, ma decontestualizzandola completamente in modo che non abbia più come oggetto la liberazione della Palestina britannica, ma lo sterminio degli ebrei dell’Europa. Non viene ricordato che fu proprio l’Impero Britannico a creare tutta questa zizzania, promettendo ai primi del secolo scorso, la Terra PromessaPalestina sia agli arabi (usati come carne da cannone per cacciare i turco-ottomani) che agli ebrei. Promessa mantenuta solo per il “focolare ebraico”! La pellicola propone poi l’esistenza di un movimento segreto, visibile nelle azioni terroristiche che gli vengono attribuite (dimenticando le numerosissime ‘false flag’), che sarebbe la punta di diamante di una società di un miliardo di uomini!!! Nell’intero pianeta, un sesto degli abitanti sarebbero membri di un esercito jihadista pronto a farsi esplodere per Allah… Mentre questo esercito si sta preparando ad assaltare la civiltà occidentale, con bombe e corano, il quartetto ‘democratico’ formato da Usa, Unione Europea, Onu e Russia, ha discusso e votato il guerrafondaio Tony Blairblair come inviato per le “missioni di pace” in Medio Oriente. Certamente nel mondo dell’inganno globale (termine di orwelliana memoria), un uomo come Tony Blair (le cui mani sono intrise di sangue di innocenti), apporterà certamente un valido aiuto alla ‘causa della pace’ (per lor signori, il termine ‘pace’ significa guerra). In conclusione, qualcuno forse sta cercando di sostituire il complotto ebraico con un nuovo complotto islamico-jihadista? 
 
(1) Agenzia Stampa informazioni sulla Palestina:
www.infopal.it/home.php 
(2) Sito ufficiale di Thierry Meyssan:
http://www.voltairenet.org/article149502.html
(3) "Massoneria e sette segrete: la faccia occulta della storia"
(4) Sito ufficiale della HonestReporting.com:
sabato, 30 giugno 2007

Nel mezzo di una notte d'estate italiana

Era intorno all'1, quindi era il 29 giugno 2007, una notte d'estate romana, di musica a pagamento, musica e band di protesta, memoria di sinistra. Fà caldo in città, ma ci sono altre bandForza Nuova con il casco in testa, si impegnano ad essere in tanti, pronti con lame e bastoni, a punire e avvertire, a far capire quale musica passa nella notte italiana. Sono gruppi che non pagano nè ingressi, nè partecipazioni, sono corpi scelti e organizzati, mettono ordine e sicurezza. Da tempo è in scena nel Parlamento italiano la giornata dell'aria irrespirabile, a sinistra e destra. Oggi sono pacificati nell'informazione della notte violenta metropolitana. neofascistiUna notte di manganelli e paura, come nel luglio del 2001. Le inchieste sui veleni non hanno stagioni e colori, accade che la politica chiama queste notti "violenze da stadio". Ed io spettatrice noglobal, così ci chiamano oggi i media, mi chiedo che fine hanno fatto i 99 Posse. Chiamali se vuoi rigurgiti antifascisti. Sono in Puglia, stasera andrò a sentire musica, quella vera, località Le Macerie, reali anche quelle.

Doriana Goracci

sabato, 30 giugno 2007

GIAPPONE: ROBOT, PRESTO L'ANDROIDE LAVORATORE

TOKYO - La ricerca robotica giapponese è ormai a un passo dal realizzare l'androide ideale, quello che lavorerà e faticherà senza battere ciglio al posto degli esseri umani: il prototipo ad oggi più avanzato di 'robot lavoratore' è stato appena presentato dal centro di ricerca Kawada Industries, che punta a commercializzare il nuovo 'HRP-3 Promet Mk-II' già entro il 2010. Bianco, alto 160 centimetri e con un aspetto volutamente antropomorfo che ricorda i robot dei cartoni animati nipponici,goldrake l'ultimo nato dall'instancabile fucina hi-tech del Sol Levante è già in grado di svolgere mansioni tipicamente 'umane': durante una dimostrazione pubblica, il robot ha sfoggiato le proprie capacità motorie camminando e chinandosi (grazie ai suoi 42 punti di articolazione) su una superficie irregolare, oltre a cimentarsi senza impaccio nella simulazione di lavori manuali che prevedono l'utilizzo di un cacciavite. Con queste premesse, il robot potrà essere utilizzato per sostituire l'uomo in numerose attività lavorative e sociali per cui già oggi si fatica a reperire personale: si pensa innanzitutto a rischiose operazioni di salvataggio o a impieghi in ambito ospedaliero e assistenziale, un campo sempre più cruciale in una società moderna in rapido invecchiamento. "Con un tasso di natalità tra i più bassi al mondo, il nostro Paese ha urgentemente bisogno di robot efficienti per sopperire alla mancanza di forza lavoro che verrà a crearsi nei prossimi decenni, quando i costi per l'assistenza sociale potrebbero divenire insostenibili", ha detto il direttore del progetto 'HRP-3' Takakatsu Isozumi, che ha stimato in circa 15 milioni di yen (90.000 euro) il costo finale dell'androide.

postato da: luciospartaco alle ore 10:04 | Permalink | commenti
categoria:potere alieno, aveva ragione karletto, tecnologie e utopie
venerdì, 29 giugno 2007
Correre ai ripari
di Carlo Bertani
 
Ero certo che ci si arrivava: quando si cerca d’avvisare dei possibili pericoli, ai quali siamo esposti per il mutamento climatico in atto, la prima accusa che si riceve è quella d’esser una Cassandra. Chi si permette queste calunnie, però, non ricorda molto l’epica: Cassandra, aveva ragione. Oggi, giugno 2007, scopriamo di non riuscire a coprire la richiesta d’energiaprometeo per l’accensione dei climatizzatori: 54.700 MW di punta, e la rete non ce la fa perché non c’è abbastanza energia. Il gestore della rete non ha altra scelta che s taccare a rotazioni le sezioni della rete meridionale, quella dove “succhiano” più energia perché – con 47 gradi – gli anziani iniziano a soffrire ed a rischiare la vita. Non lanciamoci nella solita querelle delle colpe e delle responsabilità, su chi doveva fare e non ha fatto, oppure su chi ha fatto e non doveva fare: il tempo, sta scadendo. Vediamo cosa possiamo fare subito. Anche se la captazione fotovoltaica non è ancora a buon mercato, è quella che consente rapide installazioni e di superare le emergenze: ovviamente, non quella dell’estate in corso, bensì della prossima. I provvedimenti presi in materia dal governo BerlusconiBerlusconi e Prodi e, oggi, da Prodi, conferiscono delle agevolazioni fiscali per l’installazione dei sistemi fotovoltaici. Il problema è che la quota compresa nelle agevolazioni è troppo bassa: poche centinaia di MW di picco. Se la richiesta della rete è superiore ai massimi storici, e viaggiamo intorno ai 55.000 MW/h di richiesta (o pressappoco), è evidente che non possiamo affrontare l’emergenza con dei pannicelli caldi. Chiediamo alla classe politica di elevare gli incentivi per almeno 3.000 MW di picco che, nella stagione estiva e nelle ore diurne, coincidono praticamente con una produzione reale di 3.000 MW/h. Nelle ore d’accensione dei climatizzatori, saremmo coperti dalla produzione fotovoltaica. Invece di finanziare dubbi progetti – come quello di stivare l’anidride carbonica nel sottosuolo – cerchiamo di non generarne e di produrre energia pulita: investiamo dove sappiamo d’ottenere risultati certi. Il risparmio energetico si attua sistemando dei collettori solari per l’acqua calda al posto dei boiler elettrici e, il precedente governo, stimò un risparmio del 3% d’energia elettrica se venivano attuati interventi come quelli austriaci. La legge è stata varata dall’attuale governo, ma è troppo farraginosa e, soprattutto, nessuno lo sa. Poi, bisognerebbe passare agli interventi strutturali di medio periodo: il piano del ministro Matteoli, 13.000 aerogeneratori sul territorio, deve partire subito. L’attuale governo vuole incrementare quel numero? Ben venga: perché non affidare ai comuni l’impianto di quei sistemi, sull’esempio di Varese Ligure? Con 15.000 aerogeneratori da 1 MW di picco ciascuno, per 1051 ore (media italiana) di funzionamento annuo alla massima potenza, ricaveremmo circa 1.800 MW/h in più da immettere in rete. Alla faccia di Sgarbisgarbi e rifiuti televisivi e di Ripa di Meana. Sommando i due interventi di produzione elettrica, avremmo a disposizione 4.800 MW/h, ossia avremmo incrementato del 10% circa la produzione e – pur considerando che non tutti quei 4.800 MW/h sarebbero sempre disponibili (in certe ore ci può essere meno vento e più sole, ecc) – saremmo almeno fuori dell’emergenza estiva. Se si attuasse anche il risparmio sui boiler elettrici, supereremmo anche quella percentuale. Bisognerebbe quindi passare agli interventi strutturali di lungo periodo: il recupero del piccolo e medio idroelettrico (soprattutto sui fiumi, dove un tempo c’erano migliaia di mulini) e la grande promessa, ossia il solare termodinamico. Non dimentichiamo, inoltre, che questa è un’emergenza estiva:  e se, lo stesso scenario, dovesse verificarsi d’inverno, per un brusco calo delle temperature seguito dall’accensione di milioni di stufette elettriche? Finiremmo congelati? Meglio correre ai ripari. Come potrete notare, questo intervento è di poche decine di righe, a fronte di migliaia di ore di chiacchiere. E’ ora di finirla con i tanti “esperti” che vendono fumo: queste sono realtà, espresse in poche, semplici righe. Chi si chiama fuori, se ne assuma le conseguenze.
 
 Carlo Bertani